Inaugurazione mostra "Immune dal silenzio" di Giovanni Faccioli

Si inaugura venerdì 18 gennaio 2019 nello spazio Galleria Aperta del nostro Liceo, la mostra "Immune dal silenzio" di Giovanni Faccioli.

L'inaugurazione della mostra è alle ore 11:00. Sono invitate le classi 5A, 4L e 5I accompagnate dagli insegnanti in orario. 

L'esposizione prosegue fino al giorno 9 febbraio 2019 da lunedì a venerdì dalle ore 08:00 alle ore 18:00, il sabato dalle ore 08:00 alle ore 13:00.

Le opere del Faccioli evidenziano per lo più figure di giovani donne che compiono gesti quotidiani sospesi, fissati dall’occhio del pittore come in un obiettivo curioso e attento a captare il respiro della persona in sinergia con quello appena percettibile dell’oggetto stesso. Mostrano un’immagine metafisica, un’“ispirazione originaria”, per citare Giorgio De Chirico, che trascende la realtà percepibile dai sensi, cogliendo lo “spettrale” nei momenti di “chiaroveggenza” stupita e consolatoria dell’artista. Riferimenti opportuni sono concessi al Realismo Magico, movimento sorto a seguito delle proposte di Valori Plastici, rivista fondata dal pittore Mario Broglio nel 1918, quando gli artefici per lo più futuristi abbandonano lo slancio eversivo per esortare alla memoria della quiete e alla riflessione autocritica attraverso il recupero dell’arte italiana tre-quattrocentesca: il senso di smarrimento e gli sguardi quasi inespressivi dei personaggi dipinti accennano a un’emozione non chiaramente definibile, se si esclude il sentimento dell’attesa. Il Faccioli rende omaggio, così come dichiara egli stesso, a Piero della Francesca che considera modello culturale primario per quanto riguarda la qualità della materia pittorica, la resa controllata dei piani e le forme geometriche trattate con mano fine. I pittori olandesi del Seicento, inoltre, motivano l’artista a ritrarre spaccati di vita giornaliera alla maniera di Jan Vermeer. Tuttavia, gli interni appaiono assopiti nella luce riflessa su fondi neutri, tendenti al chiaro (bianco) o allo scuro (marrone, nero), come un’opera morandiana o caravaggesca: talvolta non vi si scorgono persone, come se essi fossero gli spazi dell’intima contemplazione; gli esterni s’illuminano invece di colori vivaci così da permettere la visione della piena corrispondenza fra anime naturali in un paesaggio pittoresco.

 

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