GALLERIA APERTA - LA CURA

25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne!

La nostra scuola è sempre stata molto attenta a questo tema e, per questo, si inaugura in Galleria Aperta venerdì 25 novembre alle ore 10.00 in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la mostra fotografica realizzata dall'ex studente del corso serale Tiziano Zatachetto (fotografo in arte Zatac), un evento a cura di Irene Danelli e organizzato nell’ambito del Dipartimento di Italiano e Storia con la docente Paola Pavanello, coordinatore del dipartimento Filippo Bissoli, in associazione alle iniziative che sono state promosse dall’azienda ULSS9 Scaligera e dall’Associazione di Promozione sociale “Colibrì” di Mantova.

A seguire ci sarà in Aula Magna l'incontro Contro ogni violenza sulle donne: incontro con la Giustizia a cura della prof.ssa Del Gais Stefania con le relatrici Dott.ssa Valeria Ardito, Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, e la Dott.ssa Cristina Angeletti, Giudice presso il Tribunale di Verona.

 

La S.V. è invitata all’inaugurazione dell’esposizione

“La Cura” di Zatac

 

Quando la violenza diventa invisibile,

la cura è l’invito urgente a pensare…

a pensare prima di agire,

pensare che a volte basta un gesto

per cambiare una situazione.

Il Liceo Artistico corso serale presenta:

T. Zatachetto, fotografo e videomaker professionista, si dedica ai progetti sociali con il puro talento artistico che lo spinge a sondare occasioni etiche dall’evidente impatto emotivo. Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Cade oggi l’inaugurazione della mostra itinerante composta da una serie di immagini e di installazioni accompagnate da video in 3D. Il racconto è importante e denuncia i soprusi, senza evidenziarli, suggerendo un punto di vista diverso. Zatac si avvale, tra gli altri, degli apporti dadaisti, ma manca l’ironia dell’avanguardia. C’è, invece, l’elemento di disturbo. La consueta violenza palesata al giorno d’oggi dai mass media è sostituita da interventi di riflesso: l’economica carta fotografica plotter testimonia la presenza di un valore mancato, le piccole scritte in corsivo di citazioni e aforismi letterari obbligano l’osservatore a inchinarsi per leggerle, le figure in bianco nero riprese alla luce naturale si stropicciano, si piegano, si appallottolano, si calpestano, si cuciono, costringendo lo spettatore a contemplare l’artificio di chi continua a splendere, nonostante tutto. Evidente è il rimando ai lavori di M. Fiorese, per quanto concerne la scelta di dettagli realistici anomali, il gioco delle ombre e la morbidezza sfocata di alcuni frangenti.

Le bellissime donne ritratte sono segnate per sempre nell’anima, ma Zatac compie uno Kintsugi giapponese delle loro personalità colpite, risaldandone le ferite con l’oro simbolico dello spirito e della condivisione.

Irene Danelli